Il collettivo

Team? Mah, non ci piace molto questa parola. Siamo più un gruppo di persone che si è incontrato per caso, ognuno con la sua storia da raccontare. La Tavola Sospesa nasce dall’incontro tra cuochi sensibili, attori silenziosi, archivisti di periferia, antropologi del gusto e cercatori di storie. Nessuno guida, tutti ascoltano.
Ci siamo formati attorno a quello che manca, sai? Quegli spazi di silenzio tra una parola e l'altra, quando ti guardi negli occhi e capisci senza parlare. Siamo persone che hanno scelto di rallentare, non per fuggire dalla realtà, ma per riconoscerla nei dettagli. Ciascuno porta con sé una ferita, un dubbio, un’ossessione, trasformandoli in presenza.
Non abbiamo una sede fissa. Ci spostiamo a piedi, in treno, con sacchi pieni di stoviglie scompagnate, pane fatto in casa, microfoni rotti e quaderni. Le nostre riunioni avvengono sotto gli alberi. Le ricette nascono dai racconti orali.
Non puntiamo a diventare grandi. Preferiamo andare in profondità, creare legami veri con i posti dove andiamo.
Crediamo nel pasto condiviso come gesto politico. In un mondo che separa, noi apparecchiamo per ricucire.

Collaborazioni

La Tavola Sospesa vive grazie a una rete fluida di collaborazioni nate da incontri, mai da proposte commerciali.

Collaboriamo con:

contadini e raccoglitori locali

narratori orali e custodi di memorie

performer, attori, musicisti di strumenti dimenticati

fotografi del silenzio

associazioni di quartiere, archivi di comunità, cucine popolari

Non ti promettiamo che diventerai famoso o che ci guadagnerai qualcosa. Quello che possiamo darti è che ti ascoltiamo davvero, con attenzione. Chi collabora con noi entra in un rito, non in un evento.

A volte un vignaiolo diventa poeta.
A volte un’anziana cuoca diventa coreografa di stoviglie.
Accogliamo l’imperfetto. Valorizziamo l’umano.

Contatti

Non abbiamo una sede fissa. I nostri tavoli si muovono tra Umbria, Puglia, Basilicata e, a volte, oltre.

Su Google Maps non ci trovi. Devi cercarci nei posti dove la gente si racconta ancora le storie, nei vicoli dove il tempo va più piano.